Leucemie acute ph+

L’obiettivo del progetto “Sensibilità e resistenza delle leucemie Philadelphia-positive agli inibitori tirosino-chinasici e agli inibitori della staminalità” è quello di caratterizzare geneticamente tramite tecnologie avanzate – tra cui la mappatura del genoma – le leucemie acute linfoblastiche Philadelphia-positive, in modo da rendere più efficaci le diagnosi e le terapie farmacologiche.

Grazie al contributo dell’AIRC, il gruppo di ricerca del Prof. Giovanni Martinelli del Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale dell’Università di Bologna sta conducendo studi mirati alla comprensione dei meccanismi alla base della patogenesi e della farmacoresistenza delle leucemie acute linfoblastiche Philadelphia-positive.

Parliamo di un particolare tipo di leucemie causato dalla fusione di due diversi cromosomi, il 9 e il 22, che porta alla formazione di un cromosoma 9 più lungo e di un cromosoma 22 accorciato, definito Philadelphia dal nome della città in cui è stato per la prima volta identificato. In seguito a questa fusione si ha la formazione di un gene chimerico non presente nelle cellule normali, il BCR-ABL1, che conferisce un vantaggio di crescita rispetto alle cellule normali.

Gli obiettivi principali dello studio sono rappresentati dall’identificazione di nuove alterazioni genetiche cooperanti con il BCR-ABL1 nella trasformazione neoplastica e responsabili di un andamento clinico sfavorevole. Il progetto si propone anche di caratterizzare le alterazioni genetiche responsabili della progressione leucemica.

Per maggiori informazioni: www.leucemie-acute.org